“i” come inclusione

 

PREMESSA AL PAI D’ISTITUTO

In riferimento a ciò che chiedevano le misure di accompagnamento previste per le Indicazioni Nazionali per il Curriolo, lo scorso anno scolastico si è riflei come inclusionettuto sulla didattica per competenze e sulla relativa valutazione e certificazione delle competenze.
Quest’anno si è lavorato per la condivisione di buone pratiche e la riprogettazione della didattica quotidiana all’insegna dell’INCLUSIONE.
Abbiamo partecipato all’elaborazione del progetto inclusivo contro la dispersione scolastica da cui sono scaturite le seguenti riflessioni.

 

RIFLESSIONI SULL’INCLUSIONE

I docenti si impegnano a progettare percorsi e strategie utili per una concreta inclusione di tutte le alunne e di tutti gli alunni dei plessi.
Condividono l’idea che INCLUSIONE significhi istituire contesti e percorsi attraverso i quali le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi possano trovare le occasioni per sviluppare le loro potenzialità.

Punto di partenza sarà l'alunna o l’alunno più “bisognoso” della classe, attorno a cui si progettano i percorsi di apprendimento, si scelgono le strategie più efficaci per predisporre un clima sereno e costruttivo all’interno della classe, si attivano metodologie adatte a costruire “buone relazioni”.

Tra quelle previste nelle Indicazioni Nazionali, la competenza trasversale prioritaria che tutti si impegnano a far perseguire è: IMPARARE A IMPARARE. Le alunne e gli alunni sono aiutati a individuare le strategie più efficaci, gli strumenti più adatti, le modalità concrete per appropriarsi di un proficuo metodo di lavoro, di studio, di ricerca perché siano mantenute alte la motivazione e la consapevolezza dell’importanza della scuola per orientamenti futuri.

In classe si privilegiano le tecniche operative della didattica cooperativa, del tutoraggio, della metacognizione, della gestione delle emozioni per acquisire buone competenze sociali.

Ogni docente fa in modo che la giornata scolastica inizi con un momento rilassante di accoglienza (lettura, canto, conversazione, informazioni sul programma della giornata, ecc.) per favorire un clima costruttivo e buone relazioni tra alunne, alunni e docenti.
I docenti di ogni plesso scolastico organizzano occasioni frequenti di confronto, progettazione, auto-aggiornamento. Individuano come atteggiamenti prioritari la volontà e la capacità di condivisione e corresponsabilità, convinti che un plesso si regga sull’unitarietà, la creatività, la fattibilità.
Ogni docente mette a disposizione delle colleghe e dei colleghi le proprie competenze professionali acquisite nelle esperienze di aggiornamento personale (corsi di formazione sull'inclusione, la metacgnizione, sui B.E.S., ecc.).

I docenti sono convinti che le alunne e gli alunni stiano facendo un percorso di crescita e di apprendimento dentro il quale incontrano ostacoli da superare con l’aiuto e la guida di adulti fiduciosi nella riuscita e propensi a offrire possibilità di recupero e sviluppo di abilità e competenze.
La valutazione è sempre formativa ed olistica; è rivolta ai processi di apprendimento e di crescita della persona e utilizza un linguaggio positivo per favorire la presa di coscienza di ciò che si deve ancora fare con la fiducia di un orientamento costruttivo.
Nella valutazione sono esplicitati i percorsi (strategie, modalità di lavoro, strumenti, …), che ciascuno deve attivare per migliorare.
Il personale docente della scuola primaria, a classi parallele, si è confrontato e ha elaborato descrittori e indicatori per formulare giudizi globali di fine quadrimestre. Tale lavoro è inserito nel P.T.O.F. ed è a disposizione di tutti i docenti e delle famiglie.


Tutti i docenti di sostegno sono assegnati alla classe per cui possono lavorare:

  • con piccoli gruppi dove è inserito l’alunno o l'alunna DVA;
  • con la classe intera;
  • con più alunne e alunni DVA, di cui uno può diventare tutor dell’altro;
  • possono farsi promotori di progetti trasversali inclusivi per tutta la classe;
  • lavorano in sinergia con le ducatrici e gli educatori comunali assegnati alle alunne e agli alunni DVA;

La scuola si avvale di un buon gruppo di educatrici ed educatori comunali assegnati alle alunne e agli alunni DVA, risorse professionali dotati di ottima competenza e disponibilità a interagire con i docenti per dare unitarietà al progetto educativo-didattico.
Un gruppo di volontari interviene come supporto alle alunne e agli alunni DVA per favorire la possibilità di usufruire di terapie presso centri specializzati. Un gruppo di volontari del territorio (anche genitori di ex alunni) offre supporto assistenziale.
I docenti si avvalgono di un ottimo aiuto da parte delle collaboratrici e dei collaboratori scolastici, con cui si è instaurato un rapporto di cordiale condivisione e corresponsabilità.

La famiglia

  • viene coinvolta nella conoscenza, attuazione e verifica del progetto didattico-educativo;
  • Sottoscrive il patto educativo;
  • Si fa promotrice di progetti trasversali (che nascono dai bisogni della propria figlia e del proprio figlio), occasioni di aggiornamento per i docenti, strumenti di supporto al lavoro quotidiano (computer, LIM…);
  • Sostiene le iniziative di solidarietà e di condivisione di momenti di festa della scuola.

I progetti che verranno scelti per il prossimo anno scolastico saranno trasversali, efficaci per le alunne e gli alunni e offriranno a ogni docente occasioni stimolanti per improntare i percorsi disciplinari e didattici

Un punto di criticità è dovuto alla carenza di risorse professionali adeguate al numero di alunne e alunni con BES per poter permettere il lavoro a piccoli gruppi; a tale scopo, i docenti si attivano mettendo a disposizione, in ogni classe, le esperienze più significative e funzionali a piccoli gruppi di apprendenti che necessitano di queste particolari attività. Ogni plesso ha elaborato un P.A.I., mettendo in evidenza le necessità di aumento delle risorse professionali (educatori e docenti).

Il P.T.O.F. è inclusivo nell’articolazione delle sue varie parti.

Nella sua mission si parla di una scuola che:
Accoglie - chiunque può richiedere di venire nelle nostre scuole;
Forma - non fa solo "apprendere”, ma lavora sullo sviluppo della persona nella sua totalità;
Collabora - fa “rete” per essere efficaci, poiché insieme si possono condividere risorse, aiuti, collaborazioni, così da far fronte ai bisogni delle nostre alunne e dei nostri alunni.

Il curricolo:

  • è verticale e c’è un buon lavoro di continuità tra ordini di scuole;
  • comprende progetti trasversali, disciplinari, multidisciplinari e pluruculturali;
  • offre spunti per una didattica per competenze (U.A., laboratori, progetti);
  • offre un percorso sulle competenze sociali e relazionali;
  • dichiara i traguardi essenziali;
  • offre strumenti di progettazione per l’inclusione (protocollo BES, modelli PdP, P.E.I.);
  • contiene un progetto “S.O.S. disagio” articolato per vari bisogni;
  • è attento alle relazioni: progetto “Chi fa per tre fa anche per sé”: la solidarietà;
  • accompagna nel passaggio tra la scuola del primo ciclo e quella del secondo ciclo (Progetto di Orientamento "Ti prendo per mano").

 

PROGETTO D’ISTITUTO: “IMPARIAMO A COSTRUIRE BUONE RELAZIONI” (per il conseguimento della competenza trasversale “COLLABORARE E PARTECIPARE”

  • Con alunne e alunni
  • Tra docenti
  • Tra docenti e personale ausiliario
  • Tra alunne e alunni
  • Tra genitori e docenti
  • All’esterno della scuola con la comunità locale

 

Pensiamo a cosa facciamo già nel corso dell’anno scolastico:

  • Accoglienza
  • Lavori vari sulle compentenze sociali all’interno della classe
  • Riunioni tra noi, di plesso e collegi docenti
  • Assemblee con i genitori
  • Gesti di solidarietà in occasione del Natale
  • Feste varie aperte a tutti

 

Aggiungiamo:

  • Un momento di accoglienza all’inizio dell’a.s.;
  • Un momento a metà anno (es. interclasse aperto di marzo);
  • Un momento finale di condivisione per tutti (es. grande festa di commiato);
  • Visibilità e comunicazione delle varie iniziative con modalità comuni.

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